COSA È IL COACHING: IL METODO!

by / venerdì, 10 ottobre 2014 / Published in News


coaching

COSA È IL COACHING: IL METODO!

Ciao! L’argomento di oggi è il metodo del coaching. Ovviamente non possiamo certamente precludere dalla definizione adottata per descrivere che cosa è il coaching, ossia:

Il Coaching è un metodo di sviluppo di una persona, di un gruppo o di un’organizzazione, che si svolge all’interno di una relazione facilitante, basato sull’individuazione e l’utilizzo delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento/cambiamento autodeterminati e realizzati attraverso un piano d’azione. (Alessandro Pannitti, Franco Rossi – l’essenza del coaching)

Quando una o più persone sentono la necessità di cambiare il proprio presente (percepito) e tendere verso un futuro migliore (desiderato), si crea l’opportunità di beneficiare dei vantaggi che può portare un processo di coaching. In questo caso, attraverso una relazione facilitante, il/i coachee (colui/coloro che richiedono le sessioni di coaching) diventa/diventano consapevole/i delle proprie potenzialità e le utilizza/no nel piano d’azione per raggiungere gli stessi obiettivi che avrà/avranno autodeterminato durante lo stesso percorso di coaching.

Ok, ma che cosa è una relazione facilitante e come si concretizza? Nella relazione di coaching, il coach: 

  1. Accoglie il coachee

    1. Senza giudizio,
    2. Consapevole del tempo;
    3. Con empatia;
  1. lo Ascolta

    1. In silenzio;
    2. Pone domande;
    3. Verifica e approfondisce con feedback;
  1. si Allea con il coachee, “senza se e senza ma”;
  2. in Autenticità nel contesto di accoglienza, ascolto e alleanza.

È così che il coachee autodetermina i propri obiettivi una volta che ha chiarezza sulla situazione presente, su ciò che realmente vuole e sulle proprie potenzialità. Determinerà quindi un piano d’azione con tutte le tappe che lo possono condurre al proprio obiettivo, tenendo conto degli ostacoli e dei facilitatori che ci sono attorno a lui. Tale piano d’azione che verrà monitorato step by step.

Dal punto di vista dell’agire, ciò si concretizza in:

  • Prendere consapevolezza di se stessi: (chi sono, in che stato mi trovo ora, quali sono i miei valori guida, che senso voglio dare alla mia vita, cosa voglio realizzare …);
  • Identificare i punti di forza, allenarli e decidere se e come affrontarli: (cosa so fare bene, cosa voglio fare bene, dove sono debole, come posso migliorare, …);
  • Definire gli obiettivi: (S.M.A.R.T.E.R., a quale fini posso esprimere le mie potenzialità?, cosa mi rende felice?, quando sono felice?, voglio esprimere tutto me stesso?, voglio migliorare?, come posso migliorare? …);
  • Decidere cosa c’è da fare (passo dopo passo), quando, in che ordine, come, chi per raggiungere gli obiettivi;
  • Valutare cosa/chi mi può aiutare in questo miglioramento/cambiamento e cosa/chi mi può ostacolare;
  • Monitoraggio/confronto/condivisione: (mi relazione con l’ambiente esterno al fine di evidenziare chi/cosa mi facilita/ostacola nel mio processo di crescita, …).

Essere consapevoli di ciò che siamo, delle nostre potenzialità, dei nostri reali e intimi obiettivi, ci permette di motivarci intrinsecamente, di ottenere risultati migliori e più aderenti a ciò che possiamo fare, agendo così sulla considerazione che abbiamo di noi stessi – autostima – e contribuendo alla nostra felicità!

A presto e buona vita a tutti!

mauro

TOP